Dopo l’esperienza internazionale con il gruppo reggae Makako Jump, Igor Longhi ha pubblicato lo scorso settembre The Flow per Epops Music.

Un album nato dalla passione per il pianoforte, coltivata da quando Igor aveva 5 anni, passando per l’esperienze al conservatorio e inglobando la passione per  Einaudi, Yiruma e Tiersen.

Sei composizioni di musica ambient: difficile rimanere impassibili davanti a tanta purezza.

Igor fa del minimalismo e della musica classica la sua forza, cercando di raccontare delle storie senza l’uso delle parole. Passione e sincerità è quello che si percepisce ascoltando, l’album partendo da Il sereno dentro, un viaggio alla ricerca dell’armonia, tra il lato più intimo e sensibili che si possa cogliere ascoltando Erouq.

Tanta dolcezza e tanto rimando al maestro Einaudi soprattutto in Broken Soul, quasi un omaggio a chi ha saputo indirizzare Igor verso il neoclassicismo.

A volte risulta anche difficile staccarsi da certi nomi di punta del genere per non risultare troppo simili, ma Longhi è alla ricerca del proprio stile e sembra che con questo primo lavoro sia già a metà dell’opera, risultando mai banale e sempre vero.

Lullaby, per esempio, strizza l’occhio a Il favoloso mondo di Amèlie. Più classica, invece, Mistery che, come tutte le  tracce di The Flow, non eccede mai, dato che la semplicità è l’arma vincente di Igor.

La title track chiude questo lavoro all’insegna della bellezza con quella nota un po’ triste un po’ malinconica che fa di The Flow un grande brano.

Sicuramente Igor è un maestro nel saper regalare emozioni con la sua musica, The Flow convince, ora manca un altro passo ancora per stupire e poi potremmo aggiungere affianco a Einaudi, Yiruma e Tiersen anche Longhi come grande maestro.