Un flusso di emozioni che scorre attraverso le note, come de dita che si rincorrono nel loro movimento sui tasti del pianoforte: è fin troppo facile cogliere l’analogia fedelmente rappresentata nel breve biglietto da visita di Igor Longhi nelle vesti di compositore di musica per pianoforte, strumento ritrovato dopo una significativa esperienza nel ben diverso campo del reggae (!). Se non fosse per la biografia presente sul suo sito, nulla del passato di Longhi sarebbe intellegibile dai sei brani di “The Flow”, sei movimenti dalla durata media di quattro minuti che fungono da perfetto manifesto della nuova vita artistica del compositore triestino.

Dalla cristallina purezza dell’apertura “Il sereno dentro” alle iterazioni notturne di “Lullaby”, dalla sottile tensione di “Broken Soul” e del cuore invertito di “Erouq” al flusso affascinante di “Mistery”, fino alle placide onde della conclusiva title track, “The Flow” vive su un sottile crinale emozionale, che traduce in delicate filigrane armoniche, dagli spiccati tratti cinematici.
Tra i minuti incastri compositivi di “The Flow” si percepisce la naturalezza con la quale Longhi approccio lo strumento ritrovato, traducendo per suo tramite una sequenza di sensazioni fuggevoli in pièce aggraziate, la cui spontanea essenzialità non può lasciare indifferenti.

Fonte: http://musicwontsaveyou.com/2015/12/26/igor-longhi-the-flow/