Scorrono lievi e inarrestabili le melodie che compongono i brani di “The flow” di Igor Longhi, sei minimali affreschi realizzati al pianoforte, strumento che il musicista triestino suona fin da bambino e che adesso ritrova dopo la sua esperienza con il gruppo reggae Makako Jump.

Sono racconti emozionali che mettono in mostra la capacità di Longhi di tramutare in suono le sue esperienze personali con una grazia e una naturalezza che traspare fin dalle trame ariose e romantiche dell’iniziale “Il sereno dentro” e che si ritrovano nell’intimismo di “Erouq“, nelle tessiture cinematiche di “Broken soul” e della delicata “Lullaby” fino alle atmosfere crepuscolari di “Mistery” che introducono la vena malinconica della conclusiva “The flow”.

Un lavoro intenso, che pur contenendo più di un rimando agli autori che ne hanno ispirano la genesi, dimostra tutta la capacità di Longhi di dar vita ad un flusso sonoro coinvolgente e mai banale, che ha nella semplicità e nel suo essere privo di filtri il suo punto di forza.

Fonte: https://sowhatmusica.wordpress.com/2016/04/04/igor-longhi-the-flow/