IGOR LONGHI – The flow

Recensione di Ivan Facicn

La passione per tutto quanto possa scaturire dal magico, leggero e vibrante tocco del pianoforte, da sempre accompagna il triestino Igor Longhi, che dopo l’esperienza internazionale con il gruppo reggae Makako Jump, decide ora di esplorare il versante più intimo, minimalista ed ambient del proprio strumento. Il risultato sono 5 piccoli gioielli che parlano direttamente all’anima, senza sovraincisioni ed effetti aggiunti, semplicemente pianoforte nel vortice della sua forza e purezza. L’omaggio ai maestri Tiersen e soprattutto Einaudi è chiaro, anche se Igor riesce ad infondere nelle sue composizioni tutta la sua notevole personalità.

Una delicata punteggiatura d’avorio tratteggia il leggero drappeggio musicale di “Broken Soul in G Minor”, mentre “Erouq” stupisce ed avvolge l’anima con il suo piglio deciso e brioso; “Broken Soul – Remastered” ripropone la linea melodica del single-opener, con una veste ancora più limpida e ripulita, ad evidenziare maggiormente la scintillante magia del brano; la successiva “Il Sereno Dentro” si erge da un prologo spiritualmente incantato, per poi schiudere tutta la sua irrefrenabile gioia contagiosa nel climax centrale; la chiusura è affidata alle note tenebrose della favolistica “Lullaby”, che fanno gradualmente scendere il tramonto su un sogno denso di emozione e di speranza….

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Fonte: http://www.tuttorock.net/recensioni/igor-longhi-the-flow